Made in Italy: Unioncamere, 58% abbigliamento senza origine


''In Italia il 58,5% dei capi di abbigliamento immessi sul mercato risulta senza indicazione di origine''. Lo afferma il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, intervenendo al convegno di Symbola e Farefuturo 'Il
futuro Made in Italy'. ''Questo mostra come le nostre imprese si trovino sempre piu' spesso a confrontarsi con fenomeni di concorrenza sleale che puo' persino avere ricadute sulla salute dei consumatori - aggiunge. Ecco perche' le Camere di commercio sono assolutamente convinte che vadano rafforzate le azioni di tutela dei prodotti e vadano messi in campo strumenti capaci di rendere maggiormente trasparente l'origine e la qualita' dei prodotti''. ''Da una indagine svolta dalla Associazione delle Camere di commercio che si occupa del Sistema Moda su cinque citta' europee (Amsterdam, Barcellona, Francoforte, Parigi e Stoccolma) - continua - e' emerso come il 40% dei campioni di prodotti di abbigliamento raccolti non riportasse alcuna dichiarazione d'origine, il 57% non fosse conforme alla composizione merceologica dichiarata, e circa il 10% presentasse persino elementi cancerogeni''.
''La spinta all'innovazione che emerge dal nostro tessuto produttivo - conclude Dardanello - deve essere portata a sistema e deve essere sostenuta dalle istituzioni e dalla pubblica amministrazione. La tutela del Made in Italy e' una linea di intervento politico fondamentale, alla quale vanno affiancate azioni di sostegno alla qualificazione dei prodotti, attraverso la tracciabilita', un'adeguata strategia di comunicazione e tanta formazione che valorizzi i saperi del territorio e dia futuro alle nostre produzioni di punta''.